DUE TIRI A PALLONE SULLA SPIAGGIA…
Con Cesare Prandelli

>> L’asilo di Mwendawima, il torneo di beach soccer sulla spiaggia di Mfumbwi e la visita di Cesare Prandelli.

È un sabato di metà luglio, e a Jambiani, nel distretto sud dell’isola di Zanzibar, sulla spiaggia di Mfumbwi, c’è un torneo di beach soccer a cinque a cui partecipano otto squadre locali.

La stagione delle piogge è finita da poco (anche se arriva ancora qualche acquazzone notturno) e si ricominciano a vedere, sempre più numerosi, i turisti passeggiare lungo spiaggia.
Ma Zanzibar non è solo turismo.
Il sud dell’Isola si differenzia dal nord per il tipo di sviluppo che lo sta interessando.
Non ci sono i grandi villaggi vacanze che occupano tutta la costa, separati dai villaggi locali con alti muri di roccia corallina e da un fosso, immaginario ma ancora più evidente: da una parte il lusso, dall’altra la mancanza quasi assoluta di servizi.
Nel sud dell’isola il turismo si integra nei villaggi dei locali e non li marginalizza.
Chi viene qui in vacanza passeggia per il paese, si ferma nei negozietti dei locali, mangia il riso pilau nei loro ristorantini e non le lasagne nei grandi buffet offerti dai villaggi vacanze, esce in mare per fare snorkeling con i pescatori locali, sulle loro barche a vela scavate nel legno di mango, e non con le lance a motore dei grandi resort.
Lo chiamano “turismo responsabile”.
E non a caso, perché non è difficile trovare esempi di persone che vengono qui in vacanza, si innamorano del posto e della gente locale e decidono di dare il loro piccolo o grande contri-buto al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione del posto.
Anche il solo venire a passare una vacanza qui a Jambiani è un contributo allo sviluppo locale, perché i soldi che il turista spende arrivano in buona parte alle persone del villaggio e non vengono totalmente risucchiati dalla grande industria turistica.
(Anche WHY Onlus propone un progetto di turismo responsabile. Leggi qui).

Ma torniamo sulla spiaggia di Mfumbwi, all’estremità sud di Jambiani, e al suo torneo di calcetto a cinque.
È quasi mezzogiorno e si attende che i giocatori delle due squadre finaliste siano pronti a sfidarsi per la conquista del trofeo.
Sulla spiaggia ci sono turisti, persone del posto, giocatori di pallone, qualche pescatore e dei bambini in divisa scolastica che si riparano all’ombra di una grande roccia corallina.
In mezzo ai bambini c’è Cesare Prandelli
, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di calcio, che dovrà arbitrare la finale del torneo!

I bambini in divisa scolastica arrivano dal vicino asilo di Mwendawima e sono venuti a salutare Cesare Prandelli che dal 2010, insieme al cognato Alberto e alla famiglia, in collaborazione con WHY Onlus sostiene i costi di gestione dell’asilo (vedi scheda del progetto).
L’asilo di Mwendawima è frequentato da 76 bambini, che in questa struttura, gestita da WHY in stretta collaborazione con il Comitato Scolastico (organismo di rappresentanza della popolazione locale e dei genitori dei bambini) e con il Ministero dell’Educazione, possono iniziare il loro percorso di scolarizzazione approfittando di un servizio, quello dell’educazione per l’infanzia, che prima non c’era.
Alla fine del torneo di beach soccer i bambini della scuola di Mwendawima, dopo aver salutato Cesare Prandelli, sono tornati alle loro case con la promessa che “il Mister” sarebbe andato a trovarli all’asilo.
Dimenticavamo, il torneo è stato vinto dalla squadra dei Black Lions.

Il fine settimana passa veloce a Jambiani, e nonostante sembrasse finito solo da qualche ora il torneo di Mfungwi, il lunedì è già arrivato.
Alle 7 di mattina c’è già un gran traffico di persone e di biciclette per le stradine di Jambiani, e complice il fatto che il forte vento aveva fatto crollare la recinzione dell’asilo di Mwendawima, alle 8.00 lo staff di WHY è già al lavoro per finire di riparare la recinzione dell’asilo prima dell’arrivo di Cesare Prandelli, previsto per le 10.30.

La legna necessaria era già stata acquistata, e anche tutto il materiale per rendere la recinzione il più solida possibile: il cemento, la ghiaia e la sabbia, e poi i chiodi per attaccare i vari legni fra di loro.
Lavorare sotto al sole può essere dura, ma lavorare sentendo i bambini dell’asilo che provano i canti per dare il benvenuto a chi, grazie alle sue donazioni, permette all’asilo di funzionare, rende il lavoro piacevole e allegro.
Prandelli, il cognato Alberto Caffi (volontario di WHY già da anni) e un gruppo di amici arrivano puntuali e con una sorpresa: hanno portato bibite per tutti, una grande torta e salami di cioccolata. E’ stata una bella festa, per i bambini di Mwendawima e anche per Cesare, Alberto e per tutti i loro amici.
Crediamo che siano le mattinate come questa a cementare il rapporto fra gli ospiti wazungu (i “bianchi”) e la gente di Jambiani; fra chi si impegna a fare qualcosa per aiutare queste persone e l’intera comunità; fra WHY, i suoi partner e tutti i beneficiari dei progetti.

Grazie, Cesare e Alberto!

> luglio 2011
> Da Zanzibar
>> PIER PAOLO
, coordinatore della sede di Jambiani