Carolina: COME L’AMORE

… La sensazione è come quella di quando ti innamori… Anche se il tuo corpo è lontano, il tuo pensiero è sempre lì…
In ogni gesto rivedi quello della persona amata, in ogni canzone rivivi l’attimo senza tempo che hai condiviso con lei..il tuo cuore è talmente pieno che ogni parola sembra estremamente piccola e inutile per poter spiegare, contenere, definire l’emozione..ogni frase è limitante e banale.
A tutti quelli che mi hanno chiesto al mio ritorno “Allora Caro, com’è andata?? Bella esperienza, vero?” rispondevo sorridente e ancora un pò sognante…: “Non è un’esperienza, è semplicemente un’altra vita..”. Non so dire altro..non mi so spiegare perchè ognuno di noi è ancora “sotto” a distanza di settimane… Ci sentiamo per telefono e ci troviamo ancora in sintonia nel sentirci, qui, fuori posto, nel rimpianto di un tempo che è sfuggito troppo presto tra le nostre dita, lasciandoci nel profondo una ferita che fa un pò male.
Ciascuno dei diversissimi personaggi che hanno preso parte a questa favola corale, una favola che acquista un senso e un perchè dal momento in cui è condivisa, è vissuta insieme e per una stessa meta, anche se iniziata da angoli di mondo disparati e lontani, ciscuno di noi continua a sognare un ritorno..si trastulla ore e ore davanti ad uno schermo di fotografie, immagini, paesaggi che riportino, almeno virtualmente, là.

Mi chiedo: che forza è mai questa?? Quale strana potenza, per quale misteriosa alchimia siamo stati tutti quanti ammaliati, catturati, incantati?? L’unica risposta che mi sono saputa dare, per il momento, a distanza di una sola settimana dal mio rientro, è la semplicità.
La semplicità di una terra, di un ritorno alle origini di cui purtroppo noi non ne sappiamo nulla, ma quando si incontra un certo spirito in un villaggio, in una famiglia, in una casa, forse dalla nostra memoria collettiva, inconscia riemerge un ricordo vago di come doveva essere un tempo, di come si viveva quando il superfluo e l’eccesso non potevano esistere.
Ciò che ci fa stare così bene forse è l’aver finalmente avuto tempo per tutto.
Per sbagliare, per ri-fare, per rompere e per ri-costruire, per salutare, per dormire, per passeggiare, per sbagliare strada… E per riprenderla e riprovarci, senza per questo provar fastidio, rabbia o fretta, ma solo pazienza e fede nell’attimo vissuto. Quello presente.
Che dire?? Semplicemente grazie…

> agosto 2009
> Dai volontari
>> Carolina

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