WHY NGO ZANZIBAR

In contemporanea con l’intervento post Tsunami, che la vedeva coinvolta insieme a diverse associazioni trentine nel Tamil Nadu in India, WHY decise di ritornare nel continente africano, a Zanzibar (nel frattempo infatti si era purtroppo conclusa l’esperienza ad Asmara).

La richiesta consisteva in un intervento a favore della scuola del villaggio di Jambiani e veniva dal direttore della stessa tramite la mediazione di una associazione che da anni promuoveva a Zanzibar percorsi di turismo responsabile.
Così, la sede di Zanzibar (Tanzania) venne aperta nel 2006, nel villaggio di Jambiani (parte meridionale dell’isola), e registrata con l’atto societario n°6 del 1995 col numero 467 – a Zanzibar, il 25 settembre 2006.

Il primo intervento prevedeva attività a favore della primary school (le scuole elementari) di Jambiani, Charawe e Uzi, all’interno delle strutture stesse e in supporto al Ministero dell’educazione.
Il programma era volto ad arginare il fenomeno preoccupante dell’abbandono scolastico, a promuovere l’inserimento a scuola degli studenti diversamente abili e a migliorare il livello formativo degli insegnanti.
Visto il successo lo stesso programma venne in seguito esteso ad altre 3 scuole, sempre collocate nelle zone rurali e quindi più bisognose.
Col tempo però ci si rese conto della necessità di coinvolgere anche i bambini più piccoli in una struttura comunitaria prescolare (asili) in grado di intervenire preventivamente sulle cause del diffusissimo fenomeno dell’abbandono scolastico dalle scuole elementari.
Analizzandolo meglio capimmo che questo problema era causato da fattori difficilmente risolvibili in via diretta, tra cui il numero troppo elevato degli studenti rispetto alle reali capacità delle primary schools ministeriali, lo svolgimento saltuario e spesso approssimativo delle lezioni, l’eccessivamente tarda iscrizione di molti bambini alla scuola (alcuni anche a 12 anni), con la conseguente scarsa capacità di stare in classe e di seguire con la necessaria concentrazione le lezioni.
Queste ragioni, la necessità di poter lavorare più autonomamente sulla gestione dei progetti e con un coinvolgimento diretto con tutti gli operatori coinvolti, e la richiesta specifica delle comunità locali, ci portarono ad agire anticipatamente sul percorso scolastico normale, per dare ai bambini una formazione prescolastica adeguata ad affrontare meglio e con più preparazione il percorso scolastico “obbligatorio” delle primary, altrimenti lacunoso, incerto e destinato ad essere abbandonato prematuramente.

> COMINCIÒ COSÌ L’IMPEGNO DI WHY A FAVORE DEGLI ASILI A ZANZIBAR

Lo stato di evidente inadeguatezza delle poche strutture già esistenti (fatiscenti, sottodimensionate e spesso affidate all’opera volontaria delle mamme dei bambini, che oltre ad essere saltuaria non prevedeva un percorso pre-scolastico adeguato) o  la totale assenza di tali strutture portarono alla necessità, nella maggior parte dei casi, di intervenire innanzitutto sulle strutture, con ristrutturazioni o costruzioni, e poi sulla scuola vera e propria.

Questo modo di procedere trovò – e trova tutt’ora – l’approvazione nelle linee guida del Ministero dell’educazione di Zanzibar, con il quale opera l’associazione WHY.

I bambini che frequentano le nostre strutture (chiamate “asili” anche se le età dei piccoli studenti non sempre corrispondono al triennio 3/6 anni) iniziano già a familiarizzare con alfabeto e numeri, quaderni e colori, e i più grandicelli hanno anche lezioni e piccole verifiche. Alla fine del ciclo triennale (ma se qualche bambino necessita di più tempo può rimanere più a lungo) i piccoli possono così accedere alla primary con una preparazione già avviata e strutturata, essendo già in grado di leggere, scrivere e fare le operazioni di base.

> WHY A ZANZIBAR, OGGI

Attualmente il gruppo di lavoro è composto da collaboratori sia italiani che, soprattutto, locali, impegnati nella realizzazione e nel necessario coordinamento dei tanti progetti attivati.
I progetti – non solo asili, ma anche scuole e altre strutture di utilità sociale – sono realizzati principalmente in zone rurali e disagiate. Essi sono concepiti e sviluppati in stretta collaborazione con le comunità locali, e con i Ministeri dell’educazione e della sanità.
Ad oggi sono stati recuperati o realizzati 9 asili, sparsi nel sud dell’isola, che accolgono oltre 800 bambini. I piccoli possono beneficiare di un’istruzione pre-scolastica di buon livello che li porta, alla fine del triennio, a saper leggere, scrivere, contare. Hanno accesso a strutture sicure e curate, ricevono pasti giornalieri e materiale scolastico adeguato. Gli insegnati che vi lavorano hanno un’occupazione sicura ed equamente retribuita, oltre che la possibilità di frequentare i corsi di aggiornamento ministeriali.
Oltre ai buoni risultati sul piano scolastico dei bambini, col tempo la partecipazione alla vita degli asili è diventata viva e sentita sul territorio. La gestione di ogni struttura è affidata ad un comitato composto da rappresentanti dei genitori, dagli insegnanti e da un responsabile di WHY, che cooperano insieme per provvedere e programmare le attività svolte dai bambini.
Tale metodo di lavoro vorrebbe portare ad una responsabilizzazione sempre maggiore delle comunità, con la creazione di una “rete” tra gli asili che dia supporto, metodo e coordinamento tra le singole strutture, portando ad una progressiva riduzione dell’intervento dell’Associazione stessa.

Nell’ambito delle attività sul territorio WHY ospita nella sua sede zanzibarina gruppi di persone disposte a vivere un’esperienza di volontariato internazionale.

Dal 2008 è inoltre attiva una piccola struttura che accoglie ospiti intenzionati a vivere un’esperienza di turismo responsabile.
Per maggiori informazioni: http://mubaguesthouse.wordpress.com

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