Clara: LA MIA ESPERIENZA CON WHY

L’Africa, e qui rubo la definizione ad un noto scrittore,  è un continente troppo grande per poterlo descrivere con poche parole. E’ in breve un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo di sfumature. E’ solo per semplificare  che lo si chiama Africa.
Fra le tante organizzazioni di volontariato che lavorano  laggiù, la mia scelta è caduta su WHY Onlus, condividevo in pieno le tre lettere/parola che compongono il suo logo: mondo – casa – bambino/giovane:  world-home-youth, nonché i loro obiettivi: migliorare la condizione dell’educazione e le conoscenze sanitarie.  Si parla quindi di scolarizzazione a tutti i livelli, sia di asilo, sia di recupero di studenti che abbandonano la scuola,sia di formazione professionale degli insegnanti, nonchè  di  fornire  alle donne  semplici,basilari  conoscenze sanitarie e di igiene e pulizia della persona e dell’ambiente di vita e di lavoro.
Ho vissuto la mia esperienza a Jambiani, un paese di pescatori, nella parte più a sud dell’isola di Zanzibar, isola meravigliosa, stà sulla carta geografica di fronte alla Tanzania, molto conosciuta dagli italiani, specialmente come meta di vacanze esotiche. Qui vive la famiglia italiana, Nicolò e Manuela con i bambini Noah e Naemi, che coopera, da una parte con  il locale  ministero dell’istruzione  e dall’altro in maniera diretta con i giovani residenti per promuovere, incentivare, migliorare la loro crescita personale.
In luoghi come questo i verbi: lavare, lavarsi, mangiare, assumono dei connotati ben  diversi dai nostri, e forse proprio in questo  si può ritrovare il profondo rispetto della misura e del tempo che essi richiedono.  Il  semplice gesto meccanico del nostro bere il caffè al mattino, qui, passa prima  necessariamente nell’ essere andati a recuperare la legna, portarla a spalla da lunghe distanze,  fare il fuoco, e quindi cucinare.
A Zanzibar  ho imparato che si può fare la doccia con un catino d’acqua e sentirsi comunque puliti, (quando l’acqua la devi andare a prendere a piedi al pozzo meno lontano), ho imparato che il piacere di indossare qualcosa di pulito è infinitamente più grande di quello che si prova da noi quando si apre un armadio pieno di vestiti ,( quando non si ha un armadio né si hanno troppi vestiti, né troppa acqua da sprecare per lavarli).
E i bambini? Bambini che imparano e sanno tantissime cose, la maggior parte tramandate a mente, per la mancanza di fogli e matite per scrivere, bambini i cui compiti a casa sono quelli di …dover aiutare nei lavori di casa, bambini che una volta adulti non avranno a disposizione altro che la loro mente per ricordare come erano da piccoli, cosa hanno imparato, come era la loro madre da giovane, che viso aveva il nonno ecc.
Niente album di foto, niente teche stipate di disegni infantili, niente quaderni pieni di compiti in bella scrittura. a ricordare tutto questo. Ma la vivacità d’intelletto e la serenità nei sorrisi che gratuitamente ti donano, fanno di loro dei bambini fantastici, meravigliosi,sinceri nell’ animo e trasparenti.
Non  riuscire a dare loro un’opportunità di studio sarebbe veramente un furto, un furto immorale e imperdonabile.
Perchè  io credo che ogni bambino, in ogni parte del mondo in cui viva, indipendentemente da qualsiasi carta costituzionale che  lo sancisca, ha diritto a vivere la sua infanzia da bambino, ha diritto ad  andare a scuola, ha diritto ad esprimere le sue potenzialità per diventare un’adulto responsabile e consapevole di quanto a sua volta potrà fare per migliorare il mondo che lo circonda, e che non sia costretto ad andare via dal suo paese per vivere la sua vita, orfano delle sue tradizioni dei suoi affetti e del suo passato ed artefice del suo futuro.
I modelli di gestione locale di volontariato possono quindi essere una risposta ai problemi reali  , formando, educando  e avvicinando le decisioni e le difficoltà della gente. E’ fondamentale che loro stessi   PARTECIPINO, DECIDANO E CONTROLLINO IL LORO MONDO E IL LORO VIVERE.
Può essere questo   un modo semplice per  gettare le basi culturali per l’appunto  di uno sviluppo EQUO E SOLIDALE, fra il nord e il sud del mondo.
In luoghi come l’Africa dove : il ritmo è rallentato , non conosce fretta, ed è  a volte persino…rassegnato…(”tanto nella vita  non si può mai avere tutto…”).,  il valore del volontariato è perciò quasi un..VALORE AGGIUNTO per così dire, un valore di presenza, di collaborazione, di incitazione, di speranza. Con l’ obiettivo primario  di  insegnare loro a capire quali sono le proprie esigenze e come affrontarle,
E’ vero valore umano, maggiore a volte persino del valore materiale, anche per lo stesso volontario, che fa sì che quando si ritorna a casa, dopo aver condiviso con queste persone , anche per poco tempo, il loro modo di vivere,  ti viene spontaneo ridimensionare il TUO modo di vivere, renderlo nei limiti del possibile , (dentro il nostro abitare questa società opulenta), più SOBRIO,PIU’ ESSENZIALE con un’attenzione maggiore ad evitare gli sprechi di tutto : d’acqua, di cibo, di carta, di… Tempo
Si ritorna con un occhio più attento e motivato ai propri reali  bisogni e a quelli  degli altri, che per contro ti aiuterà ad essere sicuramente più contento, soddisfatto e sereno del luogo dove vivi e di quello che hai, di ciò che è giusto avere e di ciò che è ingiusto sprecare.
E tutto questo,infinitamente di più di quello , che…( pensando all’Africa), hanno milioni di africani.
Auguro dunque a tutti voi UN CUORE CON LE ALI,che voli ovunque stanno altri esseri umani  che soffrono per la nostra insaziabilità.

Buon volontariato a tutti!!!!

> ottobre 2008
> Dai volontari
>> Clara

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