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IL CAMPO VOLONTARI 2015 di GUALTIERO e FRANCESCA

WALKING BAREFOOT

Conoscevamo bene i nostri ruoli, come uno scrittore che inizia il suo romanzo ed ha chiari nella mente i tratti dei personaggi che animeranno la storia. Ci eravamo preparati nei mesi precedenti la partenza, avevamo messo ordine nei nostri pensieri e avevamo raccolto tutte le informazioni necessarie.

E così eccoci lì, come gli attori alla prima di uno spettacolo, che si apprestano a calcare la scena con indosso la loro bizzarra maschera. Conoscono tutte le battute a memoria, ma i loro pensieri continuano a fare voli pindarici. Sanno che non appena si accenderanno le luci si troveranno di fronte la platea gremita.

Sapevamo che il pubblico sarebbe stato molto esigente, lo sapevamo perché le nostre consapevolezze erano gli spettatori seduti in prima fila, ma non potevamo sapere che non sarebbe stata la solita rappresentazione, non sapevamo che ci saremmo ritrovati coinvolti nello spettacolo della vita!

Siamo entrati in punta di piedi nel villaggio di Mtende sull’isola di Zanzibar, meravigliati di fronte al lento fluire della quotidianità, ma in un attimo, o almeno così ci è sembrato, eravamo seduti sotto un enorme mango, appena fuori dall’uscio di quella che era diventata la nostra casa. Tutto intorno corpi, volti, rumori e odori che avevamo imparato a conoscere e che non dimenticheremo mai.

Sentiamo spesso dire che quando si è davvero felici il tempo scorre molto più velocemente, questa volta lo abbiamo provato di persona. Quando si vive un’esperienza così autentica le sensazioni sono troppe, anche se è già trascorso un mese da quando siamo tornati, è ancora difficile seguire le orme lasciate dalle nostre emozioni e i ricordi si imprimono in una lunga serie di istantanee che vorremmo provare a condividere…

… le presentazioni nella penombra del salotto della casa del capo villaggio … Adam che sacrifica un’anatra per la nostra golosità … la continua evoluzione della nostra casa che poi come un mandala sarebbe stata spogliata di tutte le nostre cose … la ciabatta che Suleiman mi lancia in testa durante la lezione all’asilo … le passeggiate lungo i sentieri di terra rossa nella shamba intorno al villaggio … il meraviglioso tramonto assaporato dalla spiaggia di Kizimkazi … il pranzo nella casa di Mr. Nyara con Abu che ci dimostra tutta la sua gioia … gli squisiti pasti preparati per noi da zia Dazu … i bambini che giocano nelle calme acque dell’oceano durante la gita in spiaggia … la sveglia alle cinque del mattino tra il richiamo dell’imam e il canto del gallo … il nostro furgoncino insabbiato mentre proviamo a raggiungere la spiaggia di Michamvi … un bambino che risucchia dal pavimento della scuola il succo di frutta scivolatogli dalle mani … la tenacia dei bambini nel tiro alla fune durante i giochi sportivi … Mr. Msaba che con la sua bicicletta e le taniche gialle fa avanti e indietro dal pozzo per rifornirci d’acqua … i bambini che interpretano le nuove canzoncine appena imparate … il gioco dei dadi alla serata di festa del villaggio di Makunduchi … il richiamo insistente dei bambini che reclamano bofu, rangi e pipi … il radiatore danneggiato che ci ha permesso di scoprire un resort abbandonato … l’assenza dalle lezioni di Wanu la maestra più anziana ricoverata in ospedale … il lunedì sera al Red Monkey con quella sensazione di attesa della festa … la sera a casa immersi tra le faccende domestiche … la pizza di Zanzibar ai Forodhani Gardens di Stone Town … il sorriso senza tempo di Mr. Bam a bordo della sua vespa che ci regala l’ultimo saluto …

… per un po’ ci siamo dimenticati da dove venivamo e dove saremmo stati domani.

Asante sana!

>>> GUALTIERO E FRANCESCA