LA FORMAZIONE PRESSO GLI ASILI

GLI ASILI COINVOLTI

Il percorso di volontariato prevede il coinvolgimento di UNA O DUE SCUOLE (la scelta di intervenire su una o entrambe dipenderà dal numero di partecipanti) localizzate nella parte più a sud dell’isola di Zanzibar.

Le scuole sono MTENDE (vedi qui la scheda) e KIBUTENI (vedi qui la scheda) e sono state scelte fra le altre gestite da noi perché presentano delle condizioni favorevoli:

  • a livello organizzativo-logistico, questi villaggi non sono distanti da Jambiani, dove ha sede l’associazione. I coordinatori potranno quindi raggiungere il luogo di vita del volontario in breve tempo; sarà possibile per i volontari spostarsi a Jambiani nei pomeriggi in cui è previsto il corso di italiano. I villaggi sono inoltre vicini ad un centro abitativo importante dove vive anche il collaboratore locale di WHY, Mr Omar. Sono comunità piuttosto aperte all’accoglienza degli stranieri e negli anni hanno mostrano una buona propensione al coinvolgimento nei progetti;
  • le maestre delle scuole coinvolte, oltre ad avere una preparazione tendenzialmente migliore di quella riscontrata nelle altre strutture, mostrano in generale una buona propensione all’apertura e alla relazione, una certa capacità organizzativa ed una sufficiente motivazione al lavoro;
  • nella comunità di Mtende è stato già organizzato un progetto di volontariato simile, e l’esperienza è stata positiva.

 

GLI OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO

1. Verso le insegnanti

  • incremento delle competenze pedagogiche e delle capacità didattiche
  • ampliamento delle attività scolastiche proposte, in termini di varietà e qualità (introduzione di strumenti didattici quali giochi interattivi, filastrocche, favole ecc… che coinvolgano i bambini)
  • acquisizione di una maggior capacità di attenzione agli aspetti organizzativi (registri, orari, ecc…) e gestionali (ordine e pulizia dell’ambiente, osservazione della pulizia e dei bisogni sanitari dei bambini, ecc…) della scuola
  • miglioramento della conoscenza e padronanza dell’inglese
  • acquisizione di elementi di didattica per l’insegnamento della lingua inglese (giochi, filastrocche, ecc…)

2. Verso i bambini

  • vorremmo aiutarli ad integrare conoscenze teoriche e esperienze pratiche, offrendo così la possibilità di applicare l’apprendimento scolastico nella vita reale e quotidiana (giochi, uso di materiali di recupero per manufatti e attività manuali, ecc…);
  • attraverso strumenti didattici più immediati e esperienziali quali ad esempio filastrocche e giochi, vorremmo aumentare la padronanza di concetti di base (matematica, inglese, scienze…) integrando così l’attuale classica modalità dell’insegnamento frontale con apprendimento “a memoria” con esperienze concrete e coinvolgenti.

Questi obiettivi ci aiuteranno molto ad incrementare la motivazione e l’impegno scolastico da parte di maestre e studenti.

 

METODI SPECIFICI

I volontari si occuperanno della preparazione delle attività e della programmazione nelle varie giornate di lavoro, in base alle proprie valutazioni e alla risposta delle classi.

Le lezioni si tengono al mattino.

Le attività nelle quali si vorrebbero coinvolgere bambini e insegnanti sono:

  • giochi didattici all’interno e all’esterno della scuola
  • canzoni e filastrocche a sfondo didattico (in inglese)
  • uscite dalla scuola ed esplorazione del territorio
  • disegno
  • lavoretti manuali (limitando il più possibile l’utilizzo di materiale da acquistare, specie se di difficile reperimento. Vorremmo privilegiare l’uso di materiali di recupero)

In generale vorremmo proporre il più possibile attività strutturate, che contrastino la tendenza alla passività delle maestre, passività che non solo viene appresa dai bambini come modalità comportamentale normale, ma che apre eccessivi spazi all’autogestione confusa e non finalizzata del gruppo classe.

Questi sono alcuni metodi che abbiamo adottato nelle precedenti esperienze di volontariato, e che hanno portato buoni risultati. Nel corso degli incontri di preparazione li potremo sviluppare ulteriormente, e integrare con suggerimenti e altri metodi portati dai partecipanti:

  • “FARE INSIEME”: la condivisione di esperienze sta alla base della metodologia educativa che il volontario è tenuto a trasmettere sia alle maestre che ai bambini; ciò implica una predisposizione al contatto e alla relazione con entrambi gli interlocutori ed una disponibilità al coinvolgimento personale, necessari a trasmettere entusiasmo e apertura al “nuovo” (dove per “nuovo” si intende sia il volontario straniero che le attività specifiche proposte…!).
  • INTEGRAZIONE DEL CAMPO DIDATTICO CON IL CAMPO ESPERIENZIALE: le modalità d’insegnamento tipiche delle scuole locali si fondano principalmente sulla trasmissione di contenuti teorici attraverso lezioni frontali. Vorremmo invece cercare di promuovere delle modalità d’insegnamento più concrete e coinvolgenti, che permettano l’acquisizione da parte dei bambini di conoscenze applicabili alla vita quotidiana (es: utilizzo dei numeri e delle operazioni matematiche di base), e da parte delle insegnanti la capacità di valutare se effettivamente la classe ha interiorizzato e capito i concetti trasmessi, senza limitarsi all’apprendimento puramente mnemonico.
  • ESPLICITAZIONE ALLE INSEGNANTI DEGLI OBIETTIVI CHE SI VOGLIONO PERSEGUIRE TRAMITE L’ATTIVITÀ DIDATTICA: spesso le maestre sono portate a limitare l’obiettivo all’apprendimento teorico del concetto. È invece importante esplicitare con loro sia l’importanza di verificare che il concetto sia interiorizzato e pienamente compreso dai bambini, sia soprattutto il fatto che, attraverso una qualche attività, se pur didattica, gli obiettivi possono essere molti altri (socializzazione, espressione delle emozioni, ecc…). Tali obiettivi di sviluppo sono tendenzialmente sconosciuti o sottovalutati qui, e di conseguenza vanno trasmessi in una modalità che sia per loro comprensibile, sgombra il più possibile da concetti teorici e calata invece nella vita quotidiana.
  • CONDIVISIONE DEL QUOTIDIANO ED INTEGRAZIONE ALL’INTERNO DELLA COMUNITÀ: al fine di sfruttare al massimo la permanenza e le competenze del volontario, riteniamo che una conditio sine qua non per il raggiungimento degli obiettivi preposti sia la presenza del volontario all’interno della comunità nella quale opera. Più il volontario sarà in grado di entrare nella quotidianità e nella cultura della comunità ospitante, più egli sarà in grado di trasmettere quello che sa in un modo che sia comprensibile e soprattutto accettabile da parte di insegnanti, bambini e famiglie.